“La lingua perduta delle gru” di David Leavitt

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“La lingua perduta delle gru” di David Leavitt ed. @oscarmondadori •
Philip è un giovane newyorkese degli anni 80 che vive con l’amica Jerene e nasconde ai genitori la sua omosessualità. La madre, Rose, è una donna molto forte a cui manca però la capacità di guardare più a fondo nelle persone che ama. Il padre, Owen, è un insegnante apparentemente tranquillo. La vita dei due coniugi viene messa in subbuglio da Philip che, dopo l’ennesima storia d’amore finita male, fa coming out con i genitori. Le reazioni sono diverse e si scopre che Owen, anche egli omosessuale, ha sempre represso la sua sessualità, cercando di nascosto nei cinema, incontri fugaci.
La lingua perduta delle gru si riferisce al caso clinico di un bambino abbandonato che per giorni, chiuso da solo in casa nel suo lettino, ha avuto come unica compagnia le gru meccaniche del cantiere affianco, riproducendone i suoi e i movimenti. Il linguaggio dell’amore e della sessualità si esprime, secondo Leavitt, nella ricerca di una somiglianza, in una reciproca comprensione.
I temi di questo romanzo sono trattati in modo tagliente, ma delicato. È la storia di una famiglia americana in anticipo sui tempi, dove incomprensione e silenzi hanno stratificato muri creando distanze. Tre punti di vista su tre storie intrecciate di due generazioni comprimarie sul palcoscenico degli affetti, dell’intimità, della ricerca del proprio posto alla luce del sole.

IL DELTA DI VENERE di Anaïs Nin ed. Bompiani

“Il Delta di Venere” di Anaïs Nin – ed. Bompiani.

Se c’è una scrittrice che viene ricordata e dimenticata costantemente è proprio Anaïs. Icona erotica e colta del 1900, è conosciuta per la pubblicazione dei suoi scandalosi diari che percorrono gran parte della sua esistenza. Coraggiosa e pioniera, la sua penna è raffinata e ha educato alla sessualità molte generazioni.
“il Delta di Venere” è una raccolta di 15 racconti erotici che si dice siano stati commissionati da un anonimo signore negli anni 40 conosciuto come “il collezionista”. Pubblicato poi negli anni 70 fece scalpore per la sessualità descritta in modo esplicito e il punto di vista femminile con il quale vengono narrati.
I temi sono incentrati sui tabù sessuali che in alcuni casi resistono ancora oggi: infedeltà, omosessualità, voyeurismo, incesto.
Forti e conturbanti anche per il lettore moderno, esprimono perfettamente la padronanza non solo letteraria della Nin, ma anche la sua curiosità sul sesso e le sue sfumature.

FIABE NORVEGESI edizioni IPERBOREA

“Fiabe Norvegesi” edizione @iperborea •
Viaggiare in Norvegia 🇳🇴 Non nella realtà, ma in un universo parallelo presente in ogni luogo e in ogni popolo. Le favole, tramandate di generazione in generazione consolidano la fantasia tramutandola in mito e costruiscono nel tempo il folklore e l’identità di regni, nazioni e imperi.
In fiabe norvegesi il paesaggio è quello che immaginate o che avete visto visitandolo: montagne, foreste di betulle e fiordi, ma aggiungete spazi ampi e deserti, lande sconfinate, e boschi d’oro e argento. Terra, ma anche acqua. Mari impetuosi sorvolati da venti nati al polo nord che migrano sulle terre più prossime.
Luoghi mescolati tra sogno e realtà abitato da giganti, troll, mostri marini, draghi. E non mancano gli animali come lupi, salmoni e cavalli. I protagonisti vivono grandi avventure toccate dalla magia, con nemici epici da affrontare e uno scopo da raggiungere nello stile primario e cognitivo che rende univoca la formula della fiaba.
Dodici storie appassionanti riccamente illustrate da @videlart_illustration (Vincenzo Del Vecchio) per tornare bambini, per coccolare la fantasia e per visitare una Norvegia scaturita dalle menti di narratori lontani nel tempo.
Perfetto libro #altrisettentrioni hashtag creato da @internostorie che mi ha avvicinato a questa casa editrice e fatto scoprire la raffinatezza della letteratura nordica.

“I sette pilatri della saggezza” di T. E. Lawrence – ed. Barbera Editore

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Thomas Edward Lawrence, meglio conosciuto come Lawrence d’Arabia, fu militare, spia, accademico, archeologo e scrittore britannico.
Figura leggendaria, forse davvero come dicono, l’ultimo eroe romantico della Storia, in questo libro ha lasciato una testimonianza scritta di un tempo e di un luogo che ha cambiato gli assetti del mondo odierno.
I Sette Pilastri Della Saggezza è uno di quei testi che amo definire “prismatici”. Libro testimonianza, come dicevo, della rivolta araba contro l’Impero Ottomano tra il 1916 e il 1918, ma anche diario intimo del grande Lawrence, breviario di riflessioni, testo di milizia e strategia.
Il titolo viene da un verso della Bibbia :”La sapienza ha costruito la sua casa e vi ha scavato i suoi sette pilastri”.
Un romanzo che viaggia sotto copertura di un’autobiografia. Così fu definito da Charles Hill, un diplomatico britannico.
Io credo sia l’esatto opposto.
In una Penisola Araba ancora frammentata di tribù, fra dune e rocce, nel deserto del Wadi Rum, il compito che l’Impero Britannico diede a Lawrence fu quello di convincere i capi arabi (Faysal e ʿAbd Allāh) a coordinare i loro sforzi per sostenere la strategia britannica e cacciare indietro l’avanza ottomana. Amato e rispettato dalle tribù, costruì un vero e proprio esercito, e grazie ad azioni congiunte, strategia e coraggio, riuscì a mettere in resa i turchi.
La Gran Bretagna però voltò le spalle alle popolazioni arabe, non dando loro l’indipendenza, e spartendo i territori con la Francia.
Ritirato a vita privata, inizierà la stesura del libro che rimaneggerà più volte.
Un testo di memorie poetico e affatto noioso, con una vena di erotismo che permea le tante avventure e azioni belliche. Un viaggio nel deserto che svela almeno in parte un po’ del Lawrence privato, oltre che a quello militare.
Il libro ha per un inizio un poema dedicatorio al giovane assistente Selim Ahmed e del quale, si dice, Lawrence fosse innamorato
“Ti amai, e così attrassi queste maree di uomini nelle mie mani
E scrissi le mie volontà
Per tutto il cielo e le stelle
Per procurarti la libertà”

La Natura Esposta di Erri De Luca

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“La natura esposta” di @errideluca_ edizione Universale Economica Feltrinelli – anno 2016.

Un uomo, scultore, che vive vicino a un passo di montagna e che porta oltre confine i clandestini, viene incaricato dalla Chiesa di restaurare un Cristo in marmo, opera di un artista dei primi del Novecento. Questa statua del Cristo, originariamente ritratto nudo, è stata successivamente ritoccata da altra mano che ne ha coperto il sesso. L’uomo accetta il lavoro e si sposta dalla montagna al mare. Nel frattempo, nella sua vita entra una donna misteriosa e affascinante, che gli chiede di poter compiere il viaggio sulle montagne, come i clandestini. “La natura esposta” è un libro che corre su due piani: la vicenda dell’uomo e quella della statua.
La natura del Cristo che deve essere esposta è simbolo dell’umanità del Salvatore.
Il sesso maschile che per antonomasia è esposizione, slancio verso l’esterno, alla vista, è simbolo di rinascita, tratto di unione tra Dio e Adamo. Un libro che mescola teologia e carnalità, dove la presenza adamitica è sentita nelle forme del marmo come nel corpo del protagonista. Permeato di erotismo, ipnotico, forse un romanzo diverso da quelli a cui De Luca ci ha abituati. Intenso e vigoroso, poetico e lucido. Un romanzo che ho consigliato spesso e per questo sono stato ringraziato.