Ecco come si diventa pazzi

La follia arriva con la luna crescente. Un nemico antico che alberga nel nostro sangue da sempre e che colpisce solo i maschi. 
Con ogni ciclo lunare, come un mestruo, si presentano i sintomi e prima che la luna sia piena abbiamo fatto un passo in più verso la follia totale.
Si manifesta già nell’infanzia ma peggiora poco alla volta, mese dopo mese, luna dopo luna.
Solo con la fase calante torniamo sani, ma con un fardello di follia di qualche grammo in più che ci imbruttisce, ci trasforma in quello che siamo destinati ad essere da vecchi, se vecchi mai lo saremo.
“Devi accettarlo e basta!” mi sgridava mio padre sotto lo sguardo di disprezzo dei miei fratelli e quello impietosito di mia madre, che non era riuscita a partorire una femmina e a salvare così almeno un individuo della propria progenie.
Ce l’abbiamo sempre avuta, la pazzia, passandocela di padre in figlio. 
Una maledizione, un’entità che si manifesta da subito e ci caratterizza ognuno in modo diverso: mio padre rifiutando ogni sentimento, il primogenito abbattendosi, il mezzano arrabbiandosi e a me è toccata la malinconia e l’isolamento.
Non ci si deve ribellare, se ti ribelli peggiora, neppure i nostri avi hanno mai tentato. 
Confesso che io, testa dura, ci ho provato qualche volta a ribellarmi ma aveva ragione mio padre, se ti rifiuti di accogliere il maleficio quello peggiora in un solo ciclo, portandoti più velocemente alla follia finale. È invece saggio lasciarla decorrere, farsi prendere un pezzetto alla volta, come un malanno cattivo, sconosciuto e senza cure.
Mi sono arreso al mostro, e mi lascio portare un gradino alla volta al mio destino ogni mese, senza forzare, lasciando che il tempo decida per me.
Mio nonno fu ucciso dalla follia, così suo padre e il padre di suo padre. Poi non ho notizie antecedenti ma è ovvio ipotizzare che tutti gli altri siano morti per colpa del male. 
Quella di mio nonno la ricordo bene, sentiva tutti gli acciacchi possibili: mal di pancia, emicrania, artriti. Sentiva male ai denti e così se li fece strappare tutti, ma la punizione arrivò presto, e in pochi cicli lunari continuò a sentire male ai denti anche se quelli erano stati rimpiazzati da una dentiera. Poi è invecchiato e l’entità se l’è preso. Non riconosceva più nessuno, non parlava più. 
Presto la luna sarà piena e io tirerò un sospiro di sollievo, ma fino a quel momento accetterò la malinconia e l’isolamento che mi porteranno ad impazzire.

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