La Mennulara di Simonetta Agnello Hornby ed. Feltrinelli – recensione

La Mennulara di Simonetta Agnello Hornby edizione @librimondadori su licenza di @feltrinelli_editore

Roccacolomba. Sicilia. 23 settembre 1963. È il giorno in cui muore la Maria Rosalia Inzerillo vulgo La Mennulara. A servizio della famiglia Alfalippe dall’età di tredici anni, ha saputo gestire il loro patrimonio nonostante l’analfabetismo. Ha tenuto compagnia ad Adriana, la vedova del signor Orazio Alfalippe, e ora lascia ai figli dei suoi datori (Lilla, Carmela e Gianni) uno strano testamento.

È la mia prima volta con Simonetta Agnello Hornby e ammetto che ne sono rimasto incantato. Quello che emerge in questo romanzo è una affresco straordinario di una Sicilia che mi è cara. Un portrait di una donna misteriosa e piena di passione. Una saga familiare il cui centro è questo elemento estraneo al sangue, ma non al cuore, che ha saputo agire come una tessitrice nell’ombra.

Da palermitano ho apprezzato questo romanzo dalla prima all’ultima pagina 📄 c’è dentro il profumo di fiori d’arancio,🍊la freschezza dei limoni,🍋 e il sapore dolce amaro delle mandorle. Un libro che racconta una Sicilia che appartiene a me nella misura dei ricordi della mia famiglia; una terra che dà tanto e pretende il doppio, che vede i suoi giovani lasciare le sue rive e li piange sotto il caldo sole che bacia l’isola regina d’Italia.

https://www.instagram.com/p/B-wsKZ4KeYF/?igshid=ys7l73qbc68dhttps://www.instagram.com/p/B-wsKZ4KeYF/?igshid=ys7l73qbc68d

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